Come trattare l’acufene

A cura del Dr. Enrico Brussani Audioprotesista e titolare della Otomedical S.r.l

L’acufene è un rumore, un sibilo o un fischio, che circa il 15% delle persone percepisce pur non essendo presente nell’ambiente.

Intervista al Dr. Enrico Brussani Audioprotesista che opera nel settore della riabilitazione uditiva dal 1993 e titolare della Otomedical S.r.l., azienda da lui fondata che ha come core business la correzione dell’Udito ed il trattamento degli Acufeni.

Dr Brussani, di cosa si occupa all’interno della sua azienda?

Da tanti anni mi sono appassionato ai problemi di udito ed ho lavorato per creare un’organizzazione, la Otomedical, che desse una risposta professionale a coloro che ne sono affetti cercando di migliorare la loro qualità di vita. E come si è avvicinato al problema degli acufeni? «L’acufene è un rumore (prevalente mente fischio, sibilo o ronzio) che circa il 15% delle persone percepisce pur non essendo presente nell’ambiente; queste persone, subendo una marcata diminuzione della qualità della vita, cercano, chi più chi meno, disperatamente, risposte da chiunque sia disponibile ad ascoltarli. Occupandomi di udito era quindi frequente raccogliere richieste di questo genere.

Quindi ha iniziato in questo modo?

Si, sono stato attratto dalla sofferenza che queste persone provano. Le statistiche indicano che circa il 30% di loro ne è, a diverso livello, significativamente infastidito fino al punto che questo rumore diventa, fortunatamente in rari casi, l’unico protagonista della loro vita.

Come si accoglie un paziente affetto da questo disturbo?

Una persona che vive questo problema è impaurita dall’impotenza nei confronti del rumore percepito, dalla paura che lo dovrà sopportare tutta la vita, che possa aumentare, che possa essere il sintomo di un male incurabile o che non riesca più a dormire. Questo paziente deve essere accolto con un profondo senso di rispetto della sofferenza e la pazienza di ascoltare… si! Prevalente mente ascoltare, senza dare nulla per scontato perché ogni caso è a sé ed ognuno ha una storia che lo caratterizza e traccia i contorni del problema che vive.

Allora come nasce questo protocollo?

Circa sei anni e mezzo fa, parteci pando alla presentazione di una nuova tecnologia per l’udito, un’azienda presento delle ricerche sui benefici nella somministrazione di alcuni suoni che loro definivano “ZEN” su pazienti affetti da acufene e che avrebbero introdotto nel mercato da li a breve importanti novità. In realtà fu l’inizio dell’applicazione del protocollo WZT, acronimo di Widex Zen Terapy negli USA, sviluppato dal Prof. Robert Sweetow dell’Università di San Francisco. In Italia è giunto circa tre anni fa e da allora mi sto dedicando all’applicazione di questo protocollo Multidisciplinare.

Che cosa intende per multidisciplinare?

Non esiste la bacchetta magica e poiché l’acufene può avere tante sfaccettature, l’approccio deve essere necessariamente multidisciplinare; quindi le figure professionali in ambito medico e paramedico sono molte, è chiaro che non partecipano sempre tutte, ma mai una sola.

Può fare degli esempi?

Ad esempio, ci sono sempre l’Otorino laringoiatra e l’Audioprotesista e a volte l’Odontoiatra piuttosto che il Fisioterapista ed altri specialisti all’occorrenza». Come procedete? «Nelle nostre strutture siamo organizzati per accogliere i pazienti e verificare la loro situazione; in alcuni casi vengono fatti degli approfondimenti diagnostici esterni, dopodiché si sceglie il percorso su misura. La consulenza iniziale mira a sviscerare lo stato di disagio che il paziente vive, cercando di trasferirgli tutte le indicazioni necessarie a comprendere le origini delle sue sensazioni. Questo passaggio è di fondamentale importanza. Il primo incontro spesso è molto lungo, può superare le due ore, perché si gettano le basi del protocollo WZT.

In pratica, per i non addetti ai lavori?

In pratica, per prima cosa, aiutiamo il paziente ad organizzare le difese, misuriamo il disagio percepito, perché poi sarà necessario valutare i benefici con un valore numerico del prima, durante e dopo. In seguito, si sceglie la strategia, differente a seconda dei casi, consegnando degli strumenti per il rilassamento ed altro.

Ed i risultati sono garantiti?

Una domanda sui risultati… è molto difficile rispondere, non solo perché si parla di una sensazione personale, ma anche perché le origini dell’acufene possono essere diverse. I risultati migliori si ottengono quando il paziente valuta le sue esperienze uditive personalmente; la creazione di un’aspettativa, cioè dare garanzia di un risultato, potrebbe rappresentare lo scoglio più grande, in quanto ognuno lo vive e lo percepisce a suo modo. Molti dei nostri pazienti sono comunque piuttosto disponibili a condividere le loro esperienze.

Quindi se siamo affetti da acufene cosa dobbiamo fare?

Contattare il nostro centralino al numero verde 800 010 960 e prenotare una visita con la certezza di trovare professionisti attenti che con passione si prenderanno cura di voi.

Ma che fa! Così dicendo può creare delle aspettative!

Su questo argomento so di poter garantire personalmente il risultato. Parola di Enrico Brussani!

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