Che cos’è la malattia di Menière e come affrontarla

Oggi parliamo della malattia di Meniere, che colpisce circa 10.000 persone ogni anno. Essa costituisce una condizione invalidante per chi ne soffre, peggiorando anche la qualità della vita stessa a causa dei suoi sintomi.

Diagnosi della malattia di Menière

I sintomi che identificano questa patologia sono: crisi di vertigini non prevedibili, sordità con acufene e senso di ovattamento. Queste manifestazioni possono essere molto varie. Le vertigini, infatti, possono durare qualche secondo ma anche ore e si possono ripresentare a distanza di anni o mesi. A seguito della vertigine rimane un senso di instabilità, che in alcuni casi permane anche per giorni. Sono imprevedibili e per questo generano ansia e malessere. L’abbassamento dell’udito, insieme alla sensazione di pressione e pienezza auricolare (ovattamento), vengono avvertiti molto spesso, indipendentemente dalle vertigini, e nel lato dell’orecchio interessato. La perdita dell’udito è fluttuante, solitamente nelle medie e alte frequenze.

La diagnosi rimane basata sull’osservazione clinica, affiancata come sempre da esami strumentali (audiometria, TAC, indagini vestibolari.)

A cosa è dovuta la malattia di Menière

Le tipiche crisi ricorrenti della malattia sono dovute all’aumento del volume di un liquido (presente nel nostro orecchio interno) chiamato endolinfa, tale aumento che comporta la rottura delle membrane che separano l’endolinfa da un altro liquido, la perilinfa. Ciò causa l’attivazione dei recettori che controllano l’equilibrio.

Oltre alla spiegazione scientifica possiamo dire che la malattia di Menière non ha una causa unica, infatti molte condizioni correlate tra di loro possono innescare questo meccanismo. Alcune cause possono essere: disordini endocrini, allergie, infezioni, vasculopatie e disordini immunitari.

Cure e dieta

Per il trattamento in fase acuta, ovvero quando si innescano le vertigini, si utilizza una terapia farmacologica (es. antistaminici e diazepam). Per quanto riguarda il trattamento a lungo termine, ci sono sempre diversi farmaci (diuretici, farmaci vasoattivi) oltre a delle restrizioni dietetiche per limitare l’apporto di sale ed evitare alcuni cibi come i latticini, insaccati, carne e pesce in scatola, burro salato, cracker salati, caviale, salse salate e conservate.

Ci sono stati dei casi di interventi chirurgici, ma sempre utilizzati come ultima spiaggia (per i pochi casi in cui la terapia medica non dovesse bastare) e non sempre consigliati.

Per quanto riguarda la perdita uditiva si può intervenire con un apparecchio acustico su prescrizione dell’otorino. La tecnologia dell’apparecchio permette di creare dei programmi appositi per gestire le fluttuazioni della sordità e non rimanere isolati durante le fasi di ricaduta. 

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