Cos’è l’ipoacusia?

Forse in pochi sanno che i problemi di ipoacusia, ossia la riduzione più o meno grave dell’udito, è uno dei problemi più diffusi al mondo. L’ipoacusia è molto più di una semplice definizione: essere ipoacusici può avere delle ripercussioni sulla vita di tutti i giorni, questo perché possono subentrare delle difficoltà nella socializzazione. Una persona con deficit uditivi vive la sua vita da spettatore non da protagonista. Le conseguenti alterazioni della sfera psicologica influenzano le normali attività quotidiane e compromettono in nostro benessere psico-fisico, ci spingono all’ isolamento, determinando nervosismo, variazioni di umore, ansia e numerosi altri disturbi. 

Più del 10 % degli italiani ne soffre e la causa è da attribuire a vari fattori.
I principali sono:

  • Invecchiamento;
  • Esposizione prolungata e/o ripetuta a rumori forti;
  • Predisposizione genetica;
  • Assunzione di farmaci ototossici (antibiotici/chemioterapici…);
  • Infezioni;
  • Otiti ripetute.

Tre sono le tipologie fondamentali dell’ipoacusia:

  • Trasmissiva: riguarda l’orecchio esterno e medio;
  • Neurosensoriale: ha origine nell’orecchio interno o a livello del nervo acustico;
  • Mista: dove c’è sia una componente sia trasmissiva, sia neurosensoriale.

Alcune persone nascono con un deficit uditivo (ipoacusia congenita) mentre altre possono
svilupparlo gradualmente con l’avanzare dell’età (presbiacusia) o come conseguenza di malattie o danni fisici.

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